Cerimonia religiosa per il nocchiere Carmine Marasco
morto durante la II guerra mondiale

Picchetto d'onore per la salma rientrata dopo 60 anni

L'emozione comunitaria ha accompagnato in paese, l'urna con i resti di Carmine Marasco, il nocchiero venticinquenne di Scigliano, ferito mortalmente nella primavera del 1941 al largo della costa arabo-saudita, nei pressi di Someina, a seguito di una serie di attacchi di navi e aerei inglesi scatenati sul "Tigre", il cacciatorpediniere a bordo del quale il sottufficiale della Regia Marina italiana si trovava.

Le spoglie sono state fatte rientrare nel paese d'origine dal cimitero musulmano di Gedda.

Il loro recupero è stato reso possibile dagli uffici competenti del ministero della Difesa che hanno portato a termine una lunga ed estenuante trattativa con le corrispondenti autorità arabe.

La pratica, in particolare, è stata curata dall'Esercito, al quale il sindaco, Daniele Maletta, ha rivolto espressioni di profonda gratitudine "per il recupero, appunto, di un corpo e di una memoria che entrano nel patrimonio storico di Scigliano, dando a questa comunità ulteriore dignità ed onore".

Toccante la cerimonia segnata dalla presenza del picchetto d'onore dei bersaglieri di stanza a Cosenza, di una delegazione dell'Esercito, di una rappresentanza dei carabinieri della compagnia di Rogliano con il capitano Stefano Monnati, delle autorità militari della zona, dell'associazione reduci della Marina di Cosenza, delle scuole e delle associazioni locali, ma soprattutto dell'intera popolazione che, come ha detto il sindaco, "ha voluto tributare, in maniera così palese e partecipata, il sentito e dovuto omaggio all'eroe caduto, nostro illustre concittadino, morto nei durissimi combattimenti esplosi in quella lontana regione nell'ultimo conflitto bellico". In prima fila, i parenti del nocchiero Marasco, la cugina Palma Garofalo, nella famiglia della quale il giovane visse e che ne serba nitido il ricordo, e i fratelli, figli del secondo matrimonio, provenienti da Sant'Agata d'Esaro.

Una Santa Messa è stata celebrata nella Chiesa di Monserrato e uno dei reduci ha letto la Preghiera del Marinaio.
 

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